Sono ormai in esaurimento le iscrizioni alla IX rievocazione della Sei Giorni moto storiche di Varese, programmata per sabato 19 settembre 2020.
Alta la qualità nelle moto storiche e scooter d’epoca che hanno sin qui aderito, garantendo un alto livello del parco mezzi.
Tra le anteguerra troviamo dei pezzi pregevoli come Boherland 600, Sunbeam 350, Ariel VH Red Hunter 500, Guzzi Sport 500, GTS 500, T15, GT16, Benelli 4TN 500 Turismo, oltre alla MV Agusta 175 CSTL, Parilla Slughi 95, Motom Delfino 160, ecc.; tra le Vespe sono giunte adesioni di mezzi di alta caratura che hanno fatto storia il modello storico Sei Giorni, GS 150, TS 125 e di mezzi più recenti come Primavera, ecc. Tra le maxi enduro non poteva mancare il confronto tedesco-nipponico tra Bmw R 800 GS, ecc.
Gratis le prime dieci iscrizioni con moto anteguerra.
E’ stato pubblicato da giorni il dettaglio del percorso, studiato agevole e piacevole: 120 km in 8 ore, tra boschi e laghi del Varesotto, lungo valli varesine e valicando insieme a velocità moderata due leggeri passi prealpini, tra degustazioni e revival.
ALLEGHIAMO QUI ELENCO PROVVISORIO ISCRIZIONI SIN QUI PERVENUTE.
SE NON FIGURA LA VS ISCRIZIONE, RIMANDATELA CON FOTO INFERIORI AI 2MB
I partecipanti controllino l’elenco e segnalino eventuali anomalie al direttore dell’evento, Alberto Vaser, 340 – 80.63.533

Definiti i dettagli della 29. Coppa dei Tre Laghi e Varese Campo dei Fiori per auto storiche: l’edizione Light si svolgerà domenica 11 ottobre 2020. Dopo contatti tra Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comune di Varese e Luino, la classica per crono meccanici ed elettronici conta su oltre 80 prove in poche ore, alla vigilia della celebre 1000 Miglia.

Oggi Lunedì 14 settembre 2020 aperte le iscrizioni sia all’evento di regolarità sia al Tributo e alla Turistica.

 

Varese, 14 settembre 2020 –  E’ partito il countdown per la 29. Coppa dei Tre Laghi e Varese-Campo dei Fiori, quest’anno in edizione Light. La classica del motorismo storico nazionale, che negli ultimi anni ha registrato ampia partecipazione straniera, si svolgerà domenica 11 ottobre 2020 con regia del Club Auto Moto Storiche Varese e patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comuni di Varese e Luino e Camera di Commercio Varese.

Due i poli di effettuazione dell’evento: partenza ed arrivo nella città di Varese con vertice alto del percorso a Luino, con due circuiti cittadini e prove di abilità nelle due località. In tutto oltre 80 prove d’abilità con numerose pause, tra valli e laghi varesini, il tutto pochi giorni prima della celeberrima Mille Miglia.

“Dopo lunga serie di contatti tra organizzatori del Club Vams, lo staff tecnico-sportivo Gleo con gli Enti locali e le autorità competenti sul territorio – ha precisato Angelo De Giorgi, presidente del club Vams – in linea con le disposizioni governative contro il Covid-19, ecco un nuovo format a tutela dei concorrenti, evitando assembramenti. Si punta su un’edizione con molte prove d’abilità, aprendo ad una schiera più ampia di auto storiche. Anche il momento del pranzo seguirà le regole anti-Covid-19: ciascun equipaggio avrà a disposizione un raffinato “packed lunch”, un pranzo al sacco preparato con cura da un catering di primaria importanza”.

Edizione Light di Coppa dei Tre Laghi 2020: proprio così. In una sola giornata previsto un percorso di circa 150 km, punteggiato da oltre 80 prove d’abilità. Due le classifiche che verranno formulate per valorizzare gli equipaggi dotati di cronometraggio meccanico o elettronico. Ammesse tutte le auto storiche dal 1900 al 1970 e quelle dal ’71 al ‘95, purché di interesse storico-sportivo, approvate dagli organizzatori.

L’evento è aperto a GT e sportive (storiche e moderne, Abarth, Alfa, Ferrari, Lotus, Porsche, fuoriserie, ecc) e alle storiche fino al 1995 nella Turistica. Per i due gruppi nessuna prova d’abilità ed iscrizioni scontate.

Causa restrizioni anti-Covid-19, le verifiche sono online: gli iscritti consegneranno autocertificazione alla segreteria organizzativa, citando tutti i documenti personali e dell’auto in regola con le norme vigenti.

Partenza (ore 9.30) ed arrivo (ore 17.45) nello scenario dei Giardini Estensi di Varese. Si solcano Valganna, Sette Termini, Valtravaglia, Valcuvia; circuito cittadino a Luino (grazie ad Ascom e Comune), passerella pomeridiana nel centro di Varese. Poco prima del gran finale confermata l’appendice con le prove d’abilità del Trofeo Bellardi.

L’evento varesino segue il destino della Mille Miglia storica: programmate a primavera, si svolgono d’autunno. L’evento di 1600 km Brescia-Roma-Brescia si terrà il 22-25 ottobre 2020: equipaggi potranno allenarsi sulle oltre 80 prove d’abilità varesine in vista della prestigiosa ed impegnativa Freccia Rossa.

UFFICIO STAMPA

 

Aperte le iscrizioni alla 29. Coppa dei Tre laghi e Varese-Campo dei Fiori di domenica 11 ottobre 2020.

Ecco il link con programma ed iscrizioni: https://varesecampodeifiori.com

 

INFO ISCRIZIONI GLEO:  coppadeitrelaghi@varesecampodeifiori.com – tel. 0332.26.34.92 – cel. 335-45.73.74

 

INFO ORGANIZZATORI CLUB VAMS:  www.automotostorichevarese.com – direzione@automotostorichevarese.com

 


Vanno a gonfie vele le iscrizioni alla IX rievocazione della Sei Giorni moto storiche di Varese, programmata per sabato 19 settembre 2020.
Qualità nelle moto storiche e negli scooter d’epoca che hanno sin qui aderito, garantendo un alto livello del parco mezzi.
Tra le anteguerra troviamo dei pezzi pregevoli come Ariel VH Red Hunter 500, Guzzi Sport T15, GT16, Benelli 4TN 500 Turismo, oltre alla MV Agusta 175, Parilla 125; tra le Vespe sono giunte adesioni di mezzi di alta caratura che hanno fatto storia il modello storico Sei Giorni, GS 150, TS 125 e di mezzi più recenti come Primavera, ecc. Tra le maxi enduro non poteva mancare il confronto tedesco-nipponico tra Bmw R 800 GS e Honda Africa Twin 750 RD07, ecc.
Gratis le prime dieci iscrizioni con moto anteguerra.
Tra poco verrà pubblicato il dettaglio del percorso, studiato agevole e piacevole: 120 km in 8 ore, tra boschi e laghi del Varesotto, lungo valli varesine e valicando insieme a velocità moderata due leggeri passi prealpini, tra degustazioni e revival.
ISCRIVETEVI SUBITO: POSTI LIMITATI.
 
https://automotostorichevarese.it/vams_event/rievocazione-sei-giorni-motostoriche-2020/

Roberto Malnati si e’ spento la mattina di ferragosto. I funerali si terranno Lunedi 17 agosto, ore 16, nella chiesa parrocchiale di Malnate.

 

Molto addolorato, lo ricorda cosi il presidente del club Varese Auto Moto Storiche, Angelo De Giorgi.
“E’ stato socio del nostro club VAMS sin dai primi anni ’90: era una bella persona, non parlava molto ma quando lo faceva non parlava a vanvera, saggio e misurato, sempre serio anche negli impegni presi. Era un vero appassionato di motori storici, adorava i veicoli industriali, amava i motori che hanno costruito la mobilità nel Varesotto (dalle moto ai camion), ricordava spesso quelli che usava da giovane. Era uno dei soci sempre presenti il lunedi sera, ai raduni e alle gite fuori porta, negli ultimi tempi l abbiamo visto poco in sede, si è dedicato molto a sua moglie che aveva avuto problemi di salute, ma al telefono si faceva sentire. Ci mancheranno lui e le sue Fiat Topolino Belvedere e Rover TC 2000! Siamo tutti increduli. Ciao caro Roberto, sentiremo la tua mancanza”.

 

Questo il necrologio del club VAMS: “La Presidenza, il Consiglio direttivo, i Commissari tecnici, la Squadra Corse Vams, la Segreteria e i soci del Club Auto Moto Storiche Varese piangono increduli la scomparsa dell’amico fraterno e socio d’antica data Roberto Malnati e si stringono al dolore dei familiari e dei tanti amici che lo hanno amato”.


Tutta colpa di Ben Pon, importatore olandese del Maggiolino Volkswagen. Nel corso di una visita allo stabilimento Volkswagen di Wolfsburg, nell’aprile del 1947, si imbattè nel Plattenwagen, un carrello semovente che il personale dell’impianto aveva costruito per uso interno “decapitando” un Maggiolino scartato dalla produzione. Affascinato dall’idea di associare la robustezza meccanica di un’auto che era già leggendaria alla versatilità di un mezzo più capace, Ben Pon provò a schizzare su un foglio le forme del futuro Transporter. L’idea piacque ai vertici di Volkswagen e nel giro di un anno già erano in test i prototipi del Bulli, il mezzo che ha tenuto a battesimo il concetto stesso di camper.

 

ORIGINE DEL SOPRANNOME BULLI

Il Volkswagen T2 è da tutti chiamato Bulli. Già, ma perché? Bulli è la contrazione di due termini Bus e Lieferwagen (furgone per la consegna di merci). Tra i due termini è stata aggiunta una “l” sia per ragioni fonetiche, sia perché questa consonante permette un’assonanza semantica con un aggettivo tedesco particolarmente calzante per il mezzo in questione, ossia bullig, cioè muscoloso e/o vigoroso. Qualche dirigente Volkswagen, considerata la fama di questo soprannome, pensò di ribattezzare ufficialmente con quest’appellativo il T2. A impedirlo furono le leggi sul copyright: un’azienda che produceva trattori aveva già registrato il nome “Bully” per un suo modello.

 

TRANSPORTER T1 e T2

Per i britannici si chiama VW Panelvan, negli Usa è noto come VW Bus, in Sudafrica come Campervan e in Brasile come Kombi. In Italia lo si è sempre chiamato minibus Volkswagen oppure Westfalia, dal nome del costruttore dell’allestimento camper. Tanti nomi? Sì perché oltre che in Germania, in un mondo che non conosceva ancora il concetto di globalizzazione, a partire dai primi anni Sessanta il Transporter T1 (poi T2 col parabrezza in pezzo unico e i vetri delle porte discendenti) è stato prodotto pure in Brasile, Perù, Sudafrica, Thailandia, Pakistan e Turchia per un totale – almeno per quel che riguarda le prime serie T1-T2 (oggi siamo al T6) su meccanica Maggiolino – di oltre 10 milioni di esemplari. Perché poi stia rinascendo in avveniristici prototipi elettrici a guida autonoma col nome di Bulli è presto spiegato: nel mondo di lingua tedesca “Bulli” è sempre stato il suo nome, contrazione di BUs e LIeferwagen (furgone).

 

UN MITO TENUTO A BATTESIMO DAGLI HIPPY

Il successo autentico, e la consacrazione come icona, giunse col movimento hippy: a fine anni Sessanta migliaia di Bulli di terza mano, riverniciati a colori vivaci e trasformati in camper con grande inventiva, divennero rapidamente il manifesto di un nuovo stile di vita in libertà. Ovviamente a quattro ruote.

Il paradosso è che a proiettare il minibus Volkswagen sul palcoscenico delle icone a quattro ruote non sia stata la versione camper originale. Certo, l’allestimento Campingbus del T1 rappresenta una pietra miliare nella storia del plein air visto che si è trattato del primo mezzo di serie venduto dai concessionari ufficiali e non frutto di adattamenti artigianali. Ma il prezzo elevato ne scoraggiò la diffusione, anche se oggi le star della tv se li contendono all’asta, perfettamente restaurati; un modello del 1963 tre anni fa a Las Vegas è stato battuto a 198mila dollari.

 

60 ANNI DOPO
Cessata la produzione del Bulli in Brasile a dicembre 2013 (nel resto del mondo si era passati a nuovi modelli con carrozzerie più moderne e trazione anteriore), la passione per il minibus Volkswagen non è minimamente calata. Basta una ricerca in rete per scoprire che c’è chi dal 2013 sta usandolo per attraversare tutto il continente americano dal Brasile all’Alaska (kombilife.com) e chi invece pubblica un vero e proprio videotutorial su restauro e trasformazione di un Panelvan del 1955

 

 

I RADUNI IN TUTTA EUROPA

Dopo una faticosa messa a punto, nel 2003 il Bulli “Sofie” è pronto ad affrontare le strade e i raduni di tutta Europa con il suo nuovo proprietario, che lo rende una vera star, prima di decidere di separarsene e cederlo alla divisione veicoli commerciali di Hannover. Un meticoloso restauro lo riporta alle condizioni originali in cui, il 5 agosto del 1950, aveva lasciato la catena di montaggio di Wolfsburg in una splendente carrozzeria azzurro colomba, e Sofie diventa uno dei gioielli della collezione dei veicoli storici Volkswagen (Vwcv: classic vehicles collection), pronto a debuttare nei prossimi eventi, dopo aver spento le sue settanta candeline.

 

 

LA STORIA DEL T1 E POI…

La storia del Transporter inizia nel 1947: un modello destinato a rimanere nella storia e nato quasi per caso come mezzo da lavoro, plasmato attorno le necessità di un utilizzo immediato. Con il T1, Volkswagen creava nel dopoguerra – in modo inconsapevole – un pulmino che avrebbe fatto epoca con una storia molto longeva, dal 1967 con il T2 fino alle generazioni successive del T4, T5 e T6, che passavano dalla tradizionale trazione posteriore e motore a sbalzo sul retrotreno, alla trazione anteriore e motore anteriore. La versione embrionale del Transporter era il “Plattenwagen”, una sorta di autocarro usato dagli operatori dello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg per il trasporto della merce. L’idea di farne un modello da commercializzare venne all’ importatore Volkswagen per i Paesi Bassi Ben Pon, che fu in un certo senso quello che Max Hoffman rappresentò per Mercedes e Porsche negli Stati Uniti, una sorta di ispiratore di modelli di successo.

 

L’ESEMPIO DEL MAGGIOLINO  

L’importatore Ben Pon trovò concettualmente molto interessante quel mezzo costruito utilizzando il sistema di trazione del Maggiolino, con motore da 25 Cv montato posteriormente e sopra posizionata la panca del guidatore, separata in modo spartano dalla superficie di carico. Heinrich Nordhoff, ingegnere che ebbe il merito di rilanciare lo stabilimento Volkswagen di Wolfsburg nel dopoguerra, fece partire nel 1948 la costruzione del primo Transporter, nome in codice “Tipo 29”, che venne però ritirato poco dopo, perché il telaio concepito per il Maggiolino non si adattava a questo tipo di veicolo e non aveva sufficiente rigidità torsionale. Fu quindi sviluppata una scocca autoportante molto più robusta rispetto a quella del Maggiolino.

 

QUATTRO CILINDRI 1130cc. POI IL 1500

Le consegne iniziarono nel marzo del 1950. Il T1 montava in origine lo stesso 4 cilindri boxer raffreddato ad aria di 1131 cc da 25 Cv del Maggiolino, di cui seguì tutte le evoluzioni tecniche, comprese le variazioni di cilindrata fino ad arrivare a 1493 cc. Era molto spartano, pratico e maneggevole, ma col passare del tempo venne reso più gradevole nel design e più comodo. Ebbe successo proprio perché era versatile nonostante la sua semplicità, e in breve tempo T1 e T2 divennero i migliori alleati dei lavoratori.

 

* * * * *

 

ORA LA SVOLTA ELETTRICA

 

Ora ha un cuore elettrico. Il design è quello del mitico T1 Samba del 1966, con equipaggiamenti moderni e un propulsore da 83 Cv, autonomia di oltre 300 km. Il prezzo? 64.900 euro. Vedremo se confermato.

L’estetica del e-Bulli è quella giustamente del modello originale; i designer si sono limitati ad aggiungere fari e fanali a led e una nuova verniciatura bicolore in arancio e bianco. Anche gli interni sono stati mantenuti nello stile del primo modello: sono state migliorate le finiture, attraverso l’introduzione di materiali come il pellame per i sedili e il pavimento in legno massiccio. Inedita invece la leva del cambio. Il tachimetro è originale ma arricchito da un mini display a due cifre che fornisce informazioni come l’autonomia. La musica è trasmessa da una radio dall’aspetto retrò, ma dotata di tecnologie moderne come il Dab+, il Bluetooth e l’ingresso Usb. Non manca la possibilità di gestire il veicolo da remoto attraverso l’apposita applicazione per smartphone, che consente di visionare alcune informazioni come lo stato della ricarica. Ecco, questa per i ragazzi degli Anni 60 sarebbe stata fantascienza.

 


Il Club Auto Moto Storiche Varese organizza per il nono anno consecutivo la rievocazione storica della mitica SEI GIORNI INTERNAZIONALE DI VARESE che riporta alla memoria l’ International Six Days Varese del settembre 1951. Essa si avvale della collaborazione con il Comune di Varese, del Comune di Angera, della Camera di Commercio di Varese e Varese Sport Commission e del network Varese-Terra-di-Moto.

 

L’evento si svolgerà sabato 19 settembre 2020 e sarà lungo circa 120 km tra laghi, boschi, alture di Valcuvia, Valtravaglia e Valbossa, paesaggi incantevoli, prove d’abilità, concorso d’eleganza ad Angera, in riva al lago Maggiore valorizzando il mix abiti dell’epoca della moto. Partenza e arrivo a Varese. L’iscrizione comprende: caffè d’accoglienza, aperitivo a Cadrezzate, pranzo ad Angera, apericena e premiazione, targa ricordo.

 

All’iscrizione si alleghino due foto del motoveicolo (visione anteriore destro e posteriore sinistro) e copia del bonifico bancario. La domanda d’iscrizione sarà valutata dagli Organizzatori (se c’è il diniego la somma viene restituita).

Tantissimi i premi in palio: ai primi piloti con moto ASI, ai primi 15 con moto non ASI, premi alle moto storiche meglio conservate e restaurate con Certificato Identità ASI, ai piloti più anziani, più giovani, piloti più lontani, nazionali ed esteri. Premi speciali ai club e squadre della stessa Marca che partecipano in numero minimo di 3 piloti.

 

Decalogo

1.    Le iscrizioni si accettano solo online sul sito del club organizzatore VAMS, federato ASI

2.    Prima di procedere alla compilazione del presente FORM scattare due foto del motociclo

3.    Una foto deve ritrarre il motociclo all’anteriore destro, una al posteriore sinistro con targa

4.    Effettuare il bonifico (calcolando l’importo qui sotto) e allegare copia del bonifico in PDF o JPG

5.    Procedere alla compilazione dei vari campi del FORM, attenendosi a dichiarazioni veritiere

6.    Chi soffrisse di eventuali intolleranze alimentari, lo precisi nell’apposito spazio

7.    Per formare squadre di Club o Marca occorre un minimo di tre piloti con la stessa Marca

8.    Accettiamo GRATIS le prime 10 iscrizioni dei soli piloti con moto immatricolate fino al 1940

9.    Riveste notevole importanza l’abbigliamento dei partecipanti in sintonia con la storicità della moto

10. Per evitare furti o danneggiamenti, nel corso delle premiazioni le moto verranno sorvegliate

 

PS. Per le iscrizioni gratuite di moto anteguerra, nello spazio dedicato al bonifico devono allegare la copia del libretto che attesti la costruzione della moto precedente al 1940.

 

 

Costo iscrizioni

Iscrizione GRATIS per le prime 10 adesioni del solo pilota con moto fino al 1940 (nello spazio bonifico devono allegare la copia del libretto che attesti la costruzione moto precedente al 1940)
Costo 50€ (35€ per soci Vams) per moto dal ‘41 al ‘60
Costo 60€ (45€ per soci Vams) per moto dal ’61 al ‘75
Costo 80€ (65€ per soci Vams) per moto dal 1976 fino al 1999 (limite di storicità).
Passeggero: caffè d’accoglienza, aperitivo, pranzo, apericena = 50€

IBAN per bonifico UBI Varese: IT73 Y03 1111 0801 000 0000 59112 (dall’estero codice BIC: BLOPIT22) a favore di Club Auto Moto Storiche Varese – Via Correnti 2 – 21100 Varese

 

Iscrivetevi qui

https://automotostorichevarese.it/vams_event/rievocazione-sei-giorni-motostoriche-2020/

 

INFO: www.automotostorichevarese.comseigiorni@amsv.it – cell.340 80 63 533  o  335 666 84 00


Dopo tanto lavoro al servizio degli associati, di persona e online, arriva ora una pausa di riposo per tutti.

 

Come avviene da anni, la sede del Club Auto Moto Storiche Varese, federato ASI, rimane chiusa per la pausa agostana: ci rivedremo in sede – via Cesare Correnti n.2 a Varese – nella serata di Lunedì 7 settembre 2020, ore 21-23.

 

Buona estate 2020 a tutti: ai soci, alle loro famiglie, agli amici di altri club federati ASI e a chi ha il motore storico nel cuore.


La nuova libreria del club VAMS si arricchisce oggi di un volume inedito: è la monografia di Giuseppe e Massimo Colombo e di Gianluca Cavalca sulla ALFA ROMEO GTV. Al nostro club donata una delle prime copie: è venduta in libreria o su invio personale. Assicuratevi una copia via mail. Ne vale la pena, scrivete a: piualfachemai@gmail.com

 

Anche una volta Giuseppe e Massimo Colombo l’hanno fatta grossa. Con il milanese Gianluca Cavalca, i nostri amici fedelissimi soci club VAMS hanno dato alle stampe un libro su un’automobile simbolo della sportività made-in-ALFA: è la GTV! E lo hanno fatto nel 25° anniversario della presentazione dell’auto sportiva e per il 110° “compleanno” dell’Alfa Romeo.

E’ disponibile in libreria il libro Alfa Romeo Gtv e Spider. “Più Alfa che mai” nel 25° anniversario della presentazione delle due sportive del Biscione e in occasione dei primi 110 anni di vita della Casa automobilistica milanese.
Gli autori – Gianluca Cavalca e i fratelli Massimo e Giuseppe Colombo – hanno realizzato un volume che, arricchito da 300 immagini tra fotografie e tabelle, disegna un ritratto analitico, puntuale, completo dell’ultimo modello – il cosiddetto 916, dalla sigla del progetto – ideato, sviluppato e realizzato negli storici stabilimenti di Arese (Milano).
Gtv e Spider: due vetture nate in un periodo piuttosto travagliato della storia di Alfa Romeo diretta da Fiat, che ha diviso gli alfisti in due vere e proprie fazioni: gli “ante 1986” – anno in cui il brand milanese è passato sotto l’egida del gruppo torinese – e gli entusiasti del “Cuore sportivo”. Da qui l’interrogativo del titolo: Gtv e Spider hanno diritto di essere considerate “più Alfa che mai”?
“La risposta è nel libro – sottolineano gli autori – che andava scritto perché mancava. Quella che con questo libro vogliamo raccontare è una storia bella anche se non a lieto fine. È l’avventura di una macchina di successo che avrebbe potuto essere ancora più grande se solo ci si avesse voluto credere. Ma, sopra ogni cosa, è la storia di un’Alfa purosangue, senza tema di smentite”.
La narrazione di Cavalca e dei fratelli Colombo scivola via senza filtri, attraverso le testimonianze – raccolte in presa diretta – dei protagonisti che, ai vari livelli, hanno contribuito alla messa in strada delle due sportive: dalla progettazione alla produzione, dalla commercializzazione all’assistenza post vendita fino alla prospettiva collezionistica, ormai diventata un fatto concreto. Un volume dunque che affianca, alle oggettive caratteristiche del “manuale” per gli appassionati del modello, le peculiarità del racconto, dell’aneddotica, della sorpresa. Corposo il supporto iconografico, con numerose immagini – come gli scatti di Paolo Maggi della presentazione alla stampa di Portofino – originali e inedite.
Concepito nel 1988, presentato in anteprima al Salone di Parigi nell’ottobre 1994 e ufficialmente al Salone di Ginevra nel marzo 1995, il modello 916 ha avuto l’arduo compito di sostituire due vetture storiche: da una parte la Gtv appunto, assente dalla gamma Alfa Romeo dal 1987; dall’altra dare seguito a una vera e propria icona dell’automobilismo mondiale: il Duetto. Così, il progetto prese forma e divenne l’emblema del “granturismo” Alfa Romeo per ben dieci anni: nelle due versioni coupè e spider, passate attraverso un primo restyling nel 1998 ed un secondo nel 2003, saranno replicate in circa 90.000 esemplari. E forse non tutti sanno che la Gtv è stata l’Alfa Romeo di serie più veloce mai costruita, fino all’arrivo della 8C Competizione.

 

INFO : pagina Facebook “Più Alfa che mai. Il libro” o scrivendo a: “piualfachemai@gmail.com”.


Da un controllo amministrativo si evidenzia che alcuni soci non hanno rinnovato il tesseramento ad ASI/club VAMS per l’anno 2020.

 

Intendiamo con questa nota segnalarvi – nel vostro interesse – che, in caso di incidente con il vostro veicolo storico, alcune Compagnie assicuratrici, nel caso richiedano l’iscrizione ad un club federato ASI, dopo aver verificato la mancata iscrizione all’ASI per il 2020 e ad un club federato come il nostro di Varese, se fosse vostra la responsabilità nel sinistro, risarciranno la controparte e si rivarranno finanziariamente su di voi, intentando azione legale.

 

Se la responsabilità nel sinistro non fosse vostra, ci sarebbero gravi difficoltà nell’ottenere risarcimenti a favore del proprietario di un veicolo certificato ASI ma NON iscritto all’ASI al momento del sinistro.

 

Secondo esperienze pratiche e recenti, il danno che rischiate di subire sarebbe grave. Vi consigliamo di non tardare ad iscrivervi o rinnovare per l’anno 2020.

 

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E’ FACILE ISCRIVERSI O RINNOVARE IL TESSERAMENTO AL CLUB VAMS / ASI.

(pagando con bonifico, carta di credito, bancomat o in contanti)

 

LUNEDI’ sera (ore 21-23) segreteria aperta + presenza dei Commissari Tecnici auto, moto, veicoli civili, agricoli ecc. (entrambi SOLO SU APPUNTAMENTO).

MERCOLEDI’ mattina (ore 10-12) segreteria aperta e MERCOLEDI’ pomeriggio (ore 14-17) segreteria aperta + presenza del Commissario Tecnico auto (entrambi SOLO SU APPUNTAMENTO).

SABATO ultimo di ogni mese (ore 14-16) segreteria aperta + presenza del Commissario Tecnico auto (entrambi SOLO SU APPUNTAMENTO).


NEWSLETTER del 25 giugno 2020

 

Caro socio del club VAMS,

da Lunedì 1° giugno 2020, il nostro Club VAMS ha riaperto la segreteria e i colloqui con i Commissari Tecnici, ma SOLO su prenotazione.

Il Club VAMS è stato ristrutturato e sanificato, abbiamo ricavato spazio nuovi per l’ampia BIBLIOTECA (in foto), e confermato le aperture del Lunedì (ore 21-23), Mercoledì (ore 10-12 e 14-16.30) e ultimo Sabato del mese (ore 14-16). MA SOLO SU PRENOTAZIONE chiamando il cell. 335 – 666.84.00 (in orari diurni)

A proposito di BIBLIOTECA… Se qualche socio volesse donare alla BIBLIOTECA DEL CLUB VAMS libri o monografie del motorismo storico, volumi e collezioni di riviste in buono stato di conservazione può farlo e tutti i soci ne potranno fruire. Prima si prenda contatto con la Presidenza (Angelo De Giorgi ed Enrico Bassani): direzione@automotostorichevarese.com

 

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Ecco il decalogo che deve seguire l’associato al club VAMS, federato ASI:

 

  1. Per rinnovare la tessera Vams / Asi vi consigliamo di procedere online compilando il modulo e consultando il nostro sito web automotostorichevarese.com
  2. Dopo aver versato la quota annuale all’IBAN contenuto nel modulo di adesione che trovate sul sito, spedite via mail il bonifico bancario + modulo personale a segreteria@automotostorichevarese.com
  3. Dopo bonifico ed invio mail, riceverete dalla segreteria la ricevuta del pagamento con la certezza che vi siete associati al club Vams e all’Asi.
  4. Se fosse vostra intenzione procedere al rinnovo del tesseramento per l’anno 2020 in sede, prendere appuntamento al cel 335-6668400 (orari diurni)
  5. SOLO per info dai Commissario Tecnici per certificare veicoli di oltre 20 anni si telefoni per AUTO al Sig.Barbieri (cel. 339 261 8411) e MOTO al sig. Gallazzi (cel. 348 799 0385).
  6. Se voleste far visionare dal Commissario Tecnico di Club il vostro veicolo per ottenere le certificazioni ASI prendete appuntamento al 335-6668400 (orari diurni)
  7. Quando il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) è pronto per essere ritirato riceverete dalla segreteria una mail personale o una telefonata per avvisarvi.
  8. Se fosse vostra intenzione ritirare la tessera ASI o ritirare il Certificato di Rilevanza Storica in giacenza, venite pure al club VAMS negli orari d’apertura.
  9. Solo per richieste particolari o per comunicare con i vertici del club VAMS, scrivete a direzione@automotostorichevarese.com
  • In modo rigoroso, richiediamo ai soci che, dopo prenotazione, raggiungono il club VAMS, di farlo SOLO individualmente con mascherine: nella sede del club vi atterrete alle misure di sicurezza impartite dalle autorità competenti, come il distanziamento in ampi e nuovi spazi, con barriere in plexiglass in ambienti sanificati, ecc.

Grazie infinite per la cortese collaborazione.

 

INFO CLUB VAMS  www.automotostorichevarese.comdirezione@automotostorichevarese.comsegreteria@automotostorichevarese.com